CRONACA

Parco del Gargano, 20 mila tonnellate di rifiuti in una discarica abusiva

APRICENA,

I Carabinieri della locale Stazione, nel corso di una specifica attività di controllo nelle aree rurali, hanno scoperto una pericolosissima discarica abusiva allestita nelle campagne di Apricena, in pieno Parco del Gargano.

I militari si stavano apprestando ad ispezionare un'azienda zootecnica del posto e, appena fattovi ingresso, si sono ritrovati davanti a numerosi bovini che stavano pascolando nel bel mezzo di un'impressionante distesa di rifiuti. Addentrandosi più in profondità all’interno dei terreni della masseria, parzialmente nascosti dalla vegetazione, i Carabinieri hanno anche sorpreso due uomini che, a bordo di muletto e trattore, erano intenti a scaricare alcune ecoballe. Dopo averli bloccati, i Carabinieri hanno fatto intervenire sul posto anche i colleghi del Comando Gruppo Carabinieri Forestale di Foggia, con i quali hanno poi esteso l’ispezione a tutta l’aerea interessata, verificando la presenza di migliaia di tonnellate di rifiuti solidi urbani che erano già stati sistemati e occultati.

Dal sopralluogo è stato inoltre possibile appurare che erano stati già creati vari altri piazzali, che avrebbero potuto ancora contenere nuove impressionanti quantità di immondizia.

Dai preliminari accertamenti effettuati sul posto è stato possibile quantificare in circa 20.000 tonnellate i rifiuti già presenti a terra.

Come già accennato, i Carabinieri hanno individuato una trentina di bovini che stavano pascolando tra le immondizie e che sono stati immediatamente sequestrati per sottoporli ad accertamenti veterinari.

I due uomini presenti sul posto e intenti a “lavorare” i rifiuti sono stati denunciati per i reati di “gestione illecita di rifiuti” e per “distruzione e deturpamento di bellezze naturali”, in quanto l’intera area di stoccaggio ricade all’interno del Parco Nazionale del Gargano.

Fortunatamente la scoperta dei Carabinieri, che hanno posto i mezzi presenti e l’intera area sotto sequestro per ulteriori accertamenti relativi anche all’inquinamento del terreno, ha impedito il protrarsi dell’illecito smaltimento, evitando così il peggioramento di una già gravissima situazione di inquinamento ambientale nel cuore del polmone verde della Capitanata



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