CRONACA

FOTO Alunni picchiati e offesi, ai domiciliari 4 insegnanti di Biccari

Alunni picchiati e offesi, ai domiciliari 4 insegnanti di Biccari

BICCARI,

Sono scattati gli arresti domiciliari a carico di quattro insegnanti della scuola primaria dell’istituto comprensivo “Paolo Roseti” di Biccari: i reati contestati sono maltrattamento di minori all’interno di istituto di formazione. 

Le indagini dei Carabinieri della Stazione di Biccari - che risalgono alla fine del 2016 e condotte fino a marzo del 2017 - sono partite a seguito della denuncia presentata da un genitore di un alunno di quarta elementare, nei confronti di una sola delle arrestate. Di qui l'esodo di alcuni studenti da questo istituto comprensivo ad altri plessi scolastici  della provincia. 

Due le fasi delle indagini: testimonianze, tra  insegnanti e genitori, ed una seconda fase condotta con l’ausilio di strumenti di videoregistrazione, posizionati all’interno di un’aula ove venivano svolte le lezioni.

Dall'ausilio di queste immagini è stato verificato l'atteggiamento anomalo di un’altra insegnante che ha fin da subito adottato condotte molto gravi nei confronti dei bambini durante lo svolgimento di un’ora di supplenza nella classe IV. 

 È stata quindi necessaria l’installazione di un’ulteriore videocamera all’interno dell’aula utilizzata dagli alunni della classe seconda elementare che ha confermato gli episodi di violenza fisica e psicologica: i bambini venivano infatti derisi per le loro caratteristiche fisiche (un bimbo è stato costretto a dire “Io sono basso e bugiardo” di fronte ai propri compagni di classe), costantemente mortificati (sono state utilizzate espressioni del tipo “Fai schifo! Chiudi quella boccaccia che escono solo cose brutte da là!”, “Hai il cuore cattivo!”) e minacciati, sia verbalmente (“Dai che questo lo devo sconciare un po'!”, “Io ti faccio nuovo nuovo di botte!”, “Se ti do una botta in testa tu capisci che hai sbagliato e devi correggere l’errore, va bene? Facciamo questo gioco…”) che con l’utilizzo di aste in legno, e fatti oggetto di insulti e turpiloquio. Significativo, sotto questo punto di vista, è stato l’episodio in cui un’indagata, mentre trascinava con forza uno scolaro all’esterno dell’aula, afferrandolo per un braccio, lo apostrofava con parole scurrili.

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