CITTÀ

Idocarburi, i sindaci dei Monti Dauni a Piemontese: "Ci spettano i 23 milioni"

CANDELA,

Emiliano invia il suo assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese, a trattare con i sindaci dei Monti Dauni, incavolati con la Regione Puglia che con una delibera dello scorso 20 marzo, ha destinato 23 milioni, incassati grazie alle estrazioni di idrocarburi per finanziare progetti che riguardano altri comuni come San Severo, Apricena, Massafra e Nardò, che con il metano non hanno nulla a che vedere. L'assessore è arrivato a Candela con una proposta ben precisa: "Intanto i sette comuni dei Monti Dauni interessati hanno già avuto 12 milioni. Tuttavia, d'accordo con il presidente Emiliano siamo disposti a rivedere la delibera con l'eventuale recupero di 6-7 milioni di euro in un primo momento destinati al comune di Massafra (la città dell'ex assessore Mazzarano, ndr). Ma ora i comuni ci devono dire cosa vogliono fare con questi soldi, e soprattutto devono far pervenire alla Regione i progetti esecutivi. A quanto pare diversi comuni non hanno elaborato nessun progetto. Ripeto, siamo disponibili a collaborare". Ma ai sindaci di Candela, Biccari, Ascoli, Sant'Agata, Volturino, Deliceto e Alberona, la proposta non convince. "A noi spettano tutti i 23 milioni. Quella famosa delibera va revocata, non rivista. Le ricchezze prodotte nella nostra zona sono destinate ad altri beneficiari scelti, peraltro, con procedure tutt'altro che trasparenti ed imparziali, nell’ambito di procedure negoziate collegate all’accoglienza degli immigrati in una sorta di scambio di favori con la Regione. Così non va".

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