ECONOMIA

Agricoltura nei Monti Dauni, parte da Casalnuovo la grande sfida

CASALNUOVO MONTEROTARO,

Associazionismo e valorizzazione dell'agricoltura nei Monti Dauni. Se ne è parlato a Casalnuovo Monterotaro nell'ambito di una due giorni dedicata al mondo rurale dell'appennino con riflettori puntati su una zona come quella di Casalnuovo che presenta una variegata gamma di eccellenze agroalimentari: dal grano all'olio, dal miele a salumi e formaggi. Un incontro organizzato dall'amministrazione comunale con il patrocinio di Confagricoltura, Coldiretti e Cia, tutti insieme per fare il punto della situazione sullo stato di salute di un comparto che genera economia. A fare da anfitrione è stato il sindaco di Casalnuovo, Pasquale De Vita che ha evidenziato come da queste parti l'agricoltura è una forte alleata del territorio. Ricchi di spunti di riflessione anche gli interventi del presidente di Confagricoltura Foggia, Onofrio Giuliano, del direttore del dipartimento di Economia dell'Università di Foggia, Francesco Contò, del presidente del GAL Meridaunia, Alberto Casoria e del presidente nazionale di Fedagri, Giorgio Mercuri che ha chiuso i lavori della tavola rotonda. "Non basta coltivare prodotti o allevare bestiame, c'è necessità di fare sistema per continuare a crescere. Ecco perchè oggi la cooperazione è fondamentale per i nostri Monti Dauni". Durante i lavori è intervenuto in collegamento telefonico l'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia, Leo Di Gioia, che ha annunciato i tanti progetti sulle opportunità di sviluppo per i Monti Dauni, alla luce della nuova programmazione regionale e comunitaria. "La Regione - ha detto Di Gioia - è impegnata nell'obiettivo ambizioso di disegnare nuovi scenari di crescita per l'agroalimentare tra innovazione e tradizione". Prima del forum è stato presentato il libro "La nostra storia" scritto da Anna Iannucci  e Pasquale Codianni, due ricercatori del CREA di Foggia. Un lavoro editoriale  che oltre ad evidenziare la qualificata attività del CREA, mette in risalto il valore della cerealicoltura in Capitanata, il granaio d'Italia.

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