SPETTACOLO

Prosa: Rubini, Bentivoglio, Ragonese e Cescon da standing ovation al Giordano

FOGGIA,

L’amore è sufficiente a tenere insieme oggi una coppia? E’ la domanda che fa da sfondo al nuovo lavoro teatrale di Sergio Rubini, oggi a Foggia sul palco del Teatro Giordano con ‘Provando… dobbiamo parlare’, interpretato insieme a Isabella Ragonese e con Fabrizio Bentivoglio e Michela Cescon qui nelle vesti delle coppie (agli antipodi) Vanni e Linda alias gli armoniosi (almeno all’apparenza) Rubini/Ragonese – intellettuali innamorati, con 20 anni di differenza, lui scrittore affermato e lei giovane ghost writer - e Alfredo e Costanza (Bentivoglio/Cescon), perennemente in conflitto, entrambi medici e borghesi fino al midollo. Ma questa sera Non si alza il sipario: Sergio Rubini guadagna il palco subito, da solo, mentre le due protagoniste entrano dall'ingresso principale del Teatro. "Si tratta di una prova fatta bene sul copione del film girato tre anni fa Dobbiamo parlare". E difatti la rappresentazione inganna lo spettatore: Rubini spezza la 'narrazione' di questa travolgente commedia e sul palco interviene la collaboratrice e gli attori prendono una pausa. Una prova nella prova: è questa la formula dell' originale piece firmata dall'attore pugliese. 
I quattro sono protagonisti (straordinari) di una lunga notte di fuoco: unghie affilate come coltelli che si fanno spazio tra confessioni e rivelazioni sul tema universale dell’amore nel superattico romano dei primi, dove i secondi cercano rifugio dall’ennesima crisi di nervi (e di coppia) che scatta sulle fatidiche parole “dobbiamo parlare”, espressione ansiogena che non preannuncia mai nulla di buono.
 
 Le dinamiche delle due relazioni vengono messe a nudo e a fuoco nei duelli verbali affidati ai protagonisti: Rubini – scevro qui dal dare giudizi, eccellente regista in campo, porta in scena tradimenti, rancori e confessioni in una commedia che lascia ridere - tanto - lo spettatore sulla fragilità dei sentimenti attraverso un’efficace satira del mal di vivere del nostro tempo, dove silenzi, distanze e differenze, punti di vista inconciliabili accomunano le due coppie diverse solo in apparenza. Da una parte quelli che ‘love is’ due quaderni di appunti e libri in uscita, dall’altra quelli che l'amore è solo un conto in banca. Da una parte chi insegue le bugie dall'altra chi celebra la verità. Il finale? Sulle note malinconiche di Amare te di Umberto Bindi è applauditissimo. Con standing ovation per la Compagnia. 

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