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FOTO 2017 anno della svolta per la Capitanata? Appello Cisl a Istituzioni e politica

2017 anno della svolta per la Capitanata? Appello Cisl a Istituzioni e politica

FOGGIA,

“Per la provincia di Foggia, il 2017 può essere l’anno della svolta in diversi campi". E' l'auspicio di Emilio Di Conza, segretario generale della Cisl di Foggia. "Dalle infrastrutture alla piena affermazione della legalità nel lavoro, dal sistema sanitario a quello industriale e del commercio, è possibile arrivare a nuove ed importanti conquiste”. Per Di Conza il nuovo anno potrebbe portare “una significativa accelerazione per lo sviluppo, l’occupazione e la qualità della vita in Capitanata, dopo i primi segnali di ripresa economica registrati nel 2016”.

“Il 2016 è stato un anno in cui la crisi è stata in un certo senso arrestata, ma – afferma il segretario della Cisl – i primi segnali di inversione di tendenza devono concretizzarsi in opere utili al territorio ed in opportunità di lavoro e di benessere per la  popolazione. Per la Cisl, infatti, le priorità del nuovo anno non possono che essere il lavoro, soprattutto quello giovanile, ed il contrasto alle forme di disagio, povertà e sfruttamento. Fatti concreti, come l’apertura di GrandApulia e il rilancio produttivo della Sofim, lasciano intravedere per i prossimi anni – rileva Di Conza - una possibile ripartenza in cui dobbiamo credere con forza. Molto dipenderà dalla volontà di fare sistema e dalla capacità di spendere al meglio le risorse disponibili, a partire da quelle del Patto per la Puglia, attraverso una programmazione che deve tradursi in tempi brevi in progetti e cantieri”.
 
In questa direzione, la Cisl nei prossimi mesi “sarà mobilitata a sostegno dell’indispensabile infrastrutturazione del territorio, a partire dalla cantierizzazione delle opere previste nel Patto per la Puglia: la piattaforma logistica; il treno-tram; il rifacimento delle reti stradali, con la messa in sicurezza dalla SS16 Foggia–San Severo; l’allungamento della pista dell’aeroporto ‘Gino Lisa’; il rilancio della centralità della Stazione con la valorizzazione del nodo intermodale e lo scambio-integrazione ferro-gomma”. Per il segretario generale della Cisl, inoltre, “il 2017 deve assolutamente essere l’anno della chiusura dei ‘ghetti’ presenti sul territorio, perché non è più possibile tollerare questa vergogna per tutti i cittadini pugliesi che non meritano di veder accomunata l’immagine della propria terra a questi luoghi di illegalità e schiavitù. Per questo, alle Istituzioni locali e nazionali rivolgiamo l’ennesimo appello accorato del sindacato affinché si possa presto superare questa triste pagina della nostra storia”.

Il sindacato auspica per il 2017 un rinnovato clima di collaborazione tra Enti Locali, parti sociali e produttive. “Al Comune di Foggia chiediamo l’avvio di tavoli tematici per affrontare le gravi emergenze cittadine, da quella abitativa a quella della legalità, da quella sociale a quella urbanistica. Alla Provincia, che si appresta a rinnovare la sua rappresentanza, chiediamo di rilanciare il proprio ruolo di coordinamento territoriale anche per monitorare efficacemente i processi di progettazione e cantierizzazione delle risorse previste dai fondi strutturali. Alla Regione, chiediamo di arrivare al definitivo cambio di passo delle politiche socio-sanitarie, partendo dall’applicazione dell’accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali in materia di piano di riordino. A tal proposito, in Capitanata è fondamentale l’avvio di tavoli di confronto con la ASL per completare la riconversione dei tre ospedali chiusi ed arrivare all’ottimizzazione del personale, delle strutture e del servizio di emergenza-urgenza”.

In conclusione, la Cisl rivolge “un ulteriore appello alla coesione territoriale a tutte le forze politiche di Capitanata per un ‘Patto’ che metta insieme energie ed idee per rilanciare il territorio, creare legalità e dare risposte ai giovani che, negli ultimi anni, sono diventati sempre più l’anello debole di una società che li costringe ad incrementare la fascia della povertà o la fuga dei cervelli verso altri Paesi, che a differenza del nostro, investono in ricerca, politiche giovanili ed innovazione”.



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