ECONOMIA

FOTO Pomodoro, Nicastro (Confagricoltura): "Anche quest'anno a Foggia si parte male"

Pomodoro, Nicastro (Confagricoltura): "Anche quest'anno a Foggia si parte male"

FOGGIA,

“La campagna del pomodoro da industria, anche quest’anno, non sembra partire sotto buoni auspici. Nonostante i numerosi richiami fatti da Confagricoltura sul necessario rispetto di due principi cardine della campagna - adeguata tempistica della contrattazione e giusta remunerazione del prodotto - siamo già a metà febbraio ed ancora non si è aperto un confronto tra mondo della produzione e quello dell’industria”. Questo il commento del presidente della FNP pomodoro da industria di Confagricoltura Marco Nicastro, che ha aggiunto: ”Neppure per questa campagna gli imprenditori agricoli potranno pianificare in maniera corretta la produzione, sebbene qualche mese fa, al Mipaaf, tutti si fossero dichiarati disposti a collaborare per iniziare presto la contrattazione”.

I mancati pagamenti del Nord ai produttori, in base alle cifre fatte circolare dall’organismo interprofessionale (OI) sarebbero pari al 17% del pomodoro da industria delle regioni settentrionali, per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro. La stessa difficoltà, al momento ancora non quantificabile, si starebbe registrando, a parere della FNP di Confagricoltura, anche nel bacino del Sud. “E’ una situazione molto preoccupante – ha sottolineato Nicastro - che sta mettendo in difficoltà numerose imprese agricole e che peserà ulteriormente in maniera negativa in termini di programmazione. Senza contare la preoccupazione per possibili azioni speculative al ribasso”.

Confagricoltura auspica la soluzione del problema sull’intero territorio nazionale, per arrivare velocemente ad un confronto tra produttori e industriali. “La campagna del pomodoro da industria per il 2017 potrebbe svolgersi con uno spirito davvero interprofessionale per un mercato equilibrato e stabile – conclude Nicastro – a patto che vengano mantenuti gli impegni, presi più volte al Mipaaf, sulla tutela del reddito dei produttori attraverso il rafforzamento dell’aggregazione e la valorizzazione del prodotto anche con una certificazione di eticità della filiera”.



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