SPETTACOLO

Whitaker, stella nascente della musica, al Giordano per la stagione di Jazz

FOGGIA,

I grandi palcoscenici appartengono ad artisti leggendari o a precoci enfant prodige. I primi hanno dominato la scena mondiale per oltre 5 decenni, (e continuano comunque a cavalcare il successo), i secondi si fanno spazio tra quelle stesse leggende.
Ma non si tratta di uno scontro, piuttosto è un incontro – a metà strada tra una sfida e uno stimolo - tra titani di quella straordinaria forma di spettacolo chiamata jazz. Una espressione musicale ancora giovane in cui le generazioni tendono a mescolarsi, alternarsi, per il piacere del pubblico. Come nel caso di quello foggiano. A sentire questa musica ci si rende conto che nella settimana ancora in corso gli spettatori del Giordano in jazz hanno assistito ad una straordinaria staffetta. Lunedì lo stile maturo del maestro del pianoforte Chick Corea (della ‘classe’ di Miles Davis e Herbie Hancock) e giovedì il talento istintivo di Matthew Whitaker, entrambi virtuosi della tastiera. La differenza la fa solo l'età: il compositore di origini calabresi ha sulle spalle 50 anni di carriera. Il pianista del New Jersey appena 16 anni.

Non vedente sin dai primi anni di vita, Matthew Whitaker, per la prima volta in Italia – quella di Foggia è la prima delle due date – ha sprigionato sul palcoscenico del Giordano tutto il suo straordinario talento. Il jazzista ha mosso i primi passi nella musica all'età di 3 anni, dopo che il nonno gli regalò una piccola tastiera Yamaha. A 9 anni è stato invitato a esibirsi alla celebrazione dell’ammissione di Stevie Wonder alla “Hall of Fame” dell’Apollo Theater di New York.
Al suo attivo una lunga serie di prestigiose collaborazioni. Ora è una stella che già brilla forte nel firmamento del Jazz. E a Foggia ha lasciato traccia del suo talento davvero notevole. 

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