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FOTO Aggressione alla Murialdo, l'Anief Foggia: "Questa è la cattiva scuola"

Aggressione alla Murialdo, l'Anief Foggia: "Questa è la cattiva scuola"

FOGGIA,

"L’aggressione violenta di un genitore a un docente, avvenuta sabato in una scuola di Foggia è sintomatica di un malessere generale del paese che va ben oltre il caso singolo. Il genitore ha ascoltato la versione del figlio e l’ha ritenuta sufficiente. Non era interessato a capire le ragioni del rimprovero, ammesso che si debbano pretendere spiegazioni per ogni rimprovero verbale che rientra nel normale compito educativo della scuola: educare al rispetto delle regole e degli altri, prima di tutto". L'Anief Foggia, attraverso una nota - stigmatizza l'aggressione nei confronti del docente della scuola Murialdo di Foggia".

"La reazione esagerata fa pensare a un rapporto tra famiglia e scuola già pesantemente incrinato, e questo è ancora più emblematico. La scuola è una comunità educante e come tale può funzionare soltanto con la partecipazione corretta e rispettosa dei ruoli di tutti i soggetti coinvolti. Eppure, nonostante i tanti strumenti di informazione e partecipazione che la scuola mette in atto quotidianamente, la distanza aumenta ogni giorno: incomprensioni, insofferenza, diffidenza, arroganza, contenziosi, violenza. Sempre più isolata e attaccata su più fronti, è un miracolo che la scuola riesca ancora ad assolvere alla propria funzione educativa, ultimo fastidioso baluardo alla barbarie che avanza. Evidente risultato di anni di campagne denigratorie nei confronti della classe docente, colpevole di resistere a riforme inutili se non dannose, nel tentativo sempre più disperato di non assecondare e blandire, ma di educare e formare cittadini consapevoli".

Tra le pieghe della riforma permanente di questi decenni, oltre il taglio costante delle risorse al settore, si annida lo smantellamento della scuola pubblica, della sua capacità di formare le menti attraverso la conoscenza, la consapevolezza, il pensiero critico.

La ministra adesso vuole ‘rilanciare la figura dell’insegnante’, magari con un’accurata operazione di marketing, come quella ‘lanciata’ per la ‘buona scuola; ridare a questa figura “la dignità e il valore” che le sono state tolte dalla classe politica stessa, complici sedicenti esperti e compiacenti organi di informazione.

Rimettere “la scuola al centro del processo di crescita civile dell’Italia”, di un paese la cui deriva economica si è trasformata in un’evidente deriva culturale e sociale, può significare soltanto riportare tutti a scuola !

Ci auguriamo che le riflessioni contenute nella lettera dei genitori della Murialdo se pur evidentemente legate alla gravità del momento, accompagnino questi genitori per tutto il percorso scolastico dei loro figli.

 



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