SPETTACOLO

Musica Civica, al Giordano in scena l'evoluzione umana e quella tecnologica

FOGGIA,

File rouge del settimo appuntamento di Musica Civica sarà l’evoluzione, quella umana e quella tecnologica. Domenica 8 aprile, alle 19, al Teatro Giordano di Foggia il paleoantropologo Giorgio Manzi terrà una conversazione che abbatte, a colpi di scienza, le fondamenta del razzismo. “Perché non possiamo non dirci africani” è il titolo dell'evento che sintetizza la vicenda evolutiva umana per arrivare ad esaminare la secolare diatriba sul paradigma razziale. Il tema dell’evoluzione è il fulcro anche del concerto abbinato alla conversazione, poiché anche la musica si è trovata in questo secolo di fronte ad un’importante sfida. L’impegno di un ascolto creativo dal vivo contro l’immediatezza delle immagini, il palcoscenico contro la grandiosità degli effetti 3D su uno schermo, i suoni e la riflessione contro le tecnologie digitali e la velocità del nostro tempo.

“Il concerto classico rischia di perdere pubblico e di non saper dialogare con i giovani – spiega la direttrice artistica Gianna Fratta -. La tecnologia digitale ci ha incantato con le sue molteplici possibilità”. Così, con l’apporto di scenografie digitali di ultima generazione “il concerto classico diventa un evento nuovo, in cui musica, regia, scenografia e tecnologia danno spettacolo”, assicura il Maestro Fratta. L’allestimento innovativo farà da scenario a due proposte musicali altrettanto nuove, legate dal numero 4 e dall’idea di rinverdire il modo di porgere il repertorio solistico per flauto e violino. Si comincerà con la prima esecuzione assoluta del brano Quattro cartoline dall’Italia (Roma, Amalfi, La leggenda di Maja e Paese in festa) del compositore trentino Roberto Di Marino (1956) per flauto, ottavino e archi.

Sarah Rulli si cimenterà al flauto e all’ottavino. Seguirà Quattro per quattro, quattro stagioni musicali di quattro compositori diversi: la Primavera porteña di Astor Piazzolla, l’Estate di Max Richter, l’Autunno di Philip Glass e l’Inverno di Antonio Vivaldi. Il violino di Dino De Palma, con l’Ensemble Musica Civica diretto da Lorenzo Passerini, attraverserà la storia dal barocco di Vivaldi al rivoluzionario tango argentino di Piazzolla, fino ad arrivare alla modernità di Richter ed al minimalismo di Glass.

La sapienza creativa del video designer Leandro Summo, della stage designer Valentina Savino, entrambi supportati dalle installazioni di Nicola D’Agnelli, interpreterà con scenografie digitali e effetti speciali l’accostamento tra arti e periodi storici, l’alternanza delle stagioni e delle culture, per creare un nuovo prodotto artistico che si stacchi dalle origini e viva di vita propria.

Biglietti in vendita a Foggia al botteghino del Teatro Giordano a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.



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