POLITICA

FOTO Mainiero: "Landella ha preferito i trasformisti al rilancio del centrodestra"

Mainiero: "Landella ha preferito i trasformisti al rilancio del centrodestra"

FOGGIA,

"L’ennesimo invito al tavolo della coalizione di centrodestra del Sindaco Franco Landella è irricevibile, ed è stato rispedito al mittente".
 Così Giuseppe Mainiero Capigruppo di Fratelli d’Italia.  "In politica non esistono tempi supplementari, e soprattutto i Partiti non possono considerarsi fastidiosi orpelli di cui sbarazzarsi quando fa comodo per costruire  modelli di governance a conduzione familiare, e richiamarli in servizio facendo finta di riavvolgere il nastro a proprio piacimento quando si è in difficoltà.
Oltre 3 anni di smodata conduzione  personale della macchina amministrativa non possono cancellarsi con un tratto di penna.
 La disponibilità a ricostruire il quadro politico del centrodestra era stata già manifestata da Fratelli d'Italia, e dalla stessa Lega, concretamente, partecipando al tavolo di coalizione convocato dal Segretario di Forza Italia Raffaele Di Mauro con una proposta di cambiamento politico. 
 La richiesta di azzeramento della giunta comunale e la scrittura di un patto di fine consiliatura erano lo strumento per aprire una stagione nuova, cambiando passo e unificando la coalizione che questi quattro anni di amministrazione comunale targata Landella hanno distrutto.
 Il Sindaco Landella ha inteso respingere questa proposta, guardando ai trasformisti invece che al centrodestra per garantirsi una linea di galleggiamento in consiglio comunale. 
  È una scelta che ha confermato la natura non politica dell’amministrazione comunale all’indomani delle elezioni regionali che vedevano impegnata la cognata.Operazione andata in replica per le politiche.
  Un tema riproposto ciclicamente ad ogni bocciatura dell’elettorato e di cui oggi deve assumersi per intero la responsabilità. 
 Dopo il passaggio elettorale  delle elezioni politiche non possiamo condividere l’idea che la riunificazione del centrodestra possa passare  attraverso l’allargamento ai voltagabbana eletti nel centrosinistra. 
 O si guarda al centrodestra o si siglano patti con i trasformisti.  Delle due, l’una"
 
 Il Sindaco Landella ha ritirato le sue dimissioni scegliendo la strada dell’accordo con chi nel 2014 invitava i foggiani a votare per il Pd ed il centrosinistra di Augusto Marasco e contro il centrodestra. 
 
 Oggi non può chiedere di unire il nostro sostegno al loro. 

 Fratelli d’Italia ha già manifestato il suo senso di responsabilità, lo fece nel 2016 non sottraendosi all’appello all’unità lanciato allora  dal sindaco protempore Landella, che solennemente in  Aula apri un confronto a seguito di un azzeramento che mai avvenne.
 
 Poi al Segretario di Forza Italia all’indomani delle elezioni politiche del 2018 subito bocciato dal suo stesso Sindaco. 

 Oggi la richiesta di Landella  è di fare un “gioco dell’oca” in cui si torna sempre alla casella di partenza, con Fratelli d’Italia e Lega considerati aggiuntivi e non essenziali rispetto ai tre “responsabili” che fino a ieri si dicevano pronti a firmare, una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Franco Landella.
  Il Sindaco vada avanti con la sua maggioranza trasformista,  che ha scelto tra l’altro da oltre tre anni,  e con un quadro gestionale , a trazione familiare, che non ha nulla di politico e che ha determinato in prima persona.
  Fratelli d’Italia lavorerà per far nascere un centrodestra vero e non “inquinato” dalle pratiche consortili e restauratrici, che vede impegnato in prima persona qualche vecchio arnese logoro ed obsoleto  in vista delle elezioni comunali del 2019.
  Costruiremo con i foggiani un progetto che parte dai loro  bisogni, dai loro  desideri e dalle speranze per i propri figli, una Città in ginocchio che è stata offesa e vilipesa.  Una coalizione da poter sostenere e votare a testa alta e senza imbarazzi. Una coalizione ed un programma di intimo cambiamento che parta dalla Rinascita di Foggia, del suo Orgoglio, della sua Identità per riannodare i fili, la trama della sua storia che negli ulti venti anni è andata smarrita.



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