CRONACA

FOTO Atti persecutori, lesioni personali gravi ed estorsione. In manette 46enne

Atti persecutori, lesioni personali gravi ed estorsione. In manette 46enne

MANFREDONIA,

I Carabinieri del nucleo Operativo e radiomobile della Compagnia di Manfredonia hanno tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare per atti persecutori, lesioni personali dolose gravi ed estorsione Antonio Sdango, 46enne, già noto alle Forze dell’Ordine.

L’uomo era stato arrestato in flagranza di reato per gli stessi reati nel luglio scorso. All'epoca una delle pattuglie dei Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile impegnate nel servizio di controllo 24 ore su 24, in orario serale, era intervenuta presso un'abitazione di Manfredonia dove era stata segnalata una lite. Una volta sul posto, i Carabinieri avevano sorpreso Sdango mentre aggrediva un uomo che, alla vista dei militari, gli aveva subito denunciato di essere stato aggredito insieme alla propria figlia, ex moglie dell’aggressore, tra l’altro alla presenza della figlia minore dei due ex coniugi. La lite interrotta dai Carabinieri era scaturita proprio dal fatto che l’ex suocero, saputo della violenza subita dalla figlia, si era precipitato per cercare di difenderla dall’ex marito. Ex moglie, bambina e anche un'amica che si era ritrovata coinvolta nella violenta aggressione si stavano infatti recando presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Manfredonia.

Antonio Sdango, nel frattempo, noncurante della presenza dei Carabinieri, continuava a minacciare di morte ex suocero e moglie.

Condotto presso gli uffici della Compagnia Carabinieri di Manfredonia, sono quindi stati effettuati tutti gli accertamenti del caso e, in particolare, dal racconto delle vittime, è emersa una situazione di atti persecutori continuata nel tempo, fatta di minacce, insulti ma anche di episodi più gravi già riferiti alle Autorità, rivolta nello specifico alla ex moglie che, a causa del comportamento dell’uomo, viveva in uno stato di timore per l’incolumità propria e dei propri congiunti, tanto da essere costretta anche a modificare le proprie abitudini di vita.

 

Alla luce dell’intervento e di quanto emerso in sede di denuncia, oltre alle certificazioni pregresse risultate, al termine degli accertamenti, Sdango venne dichiarato in stato di arresto per il reato di atti persecutori nonché per quello di lesioni personali dolose continuate e condotto presso il carcere di Foggia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La misura cautelare odierna viene disposta dal Tribunale della Libertà di Bari a seguito del ricorso effettuato dal Pubblico Ministero avverso l’ordinanza del GIP del Tribunale di Foggia del 10 luglio 2017 che ha accolto solo parzialmente la richiesta di misura cautelare.

Al termine delle formalità, l’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare dagli uomini dell’Arma di Manfredonia.

 



Commenta l'articolo