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FOTO Manfredonia, si vede l'opposizione: "Città abbandonata. Dimettetevi"

Manfredonia, si vede l'opposizione: "Città abbandonata. Dimettetevi"

MANFREDONIA,

Non si era mai vista una opposizione così agguerrita al Comune di Manfredonia. Per la prima volta la maggioranza di centrosinistra in difficoltà, almeno a parole. Poi di fatto tutto è possibile. Anzi dubitiamo che possa succedere qualcosa di eclatante. Le elezioni incombono e il PD farà molta attenzione ad evitare il patatrac proprio alla vigilia di una competizione elettorale complessa e difficile. Intanto ci limitiamo a commentare quanto diffuso dai partiti di minoranza a Palazzo San Domenico. A fare la voce grossa sono i consiglieri di Forza Italia, Manfredonia Nuova e Movimento Est. Chiedono le dimissioni del sindaco e della sua amministrazione. "Ci sono troppe divisioni nella maggioranza e la città non può attendere, nel frattempo è caduta nella crisi più profonda. Sotto accusa anche il presidente del consiglio comunale Tonino Prencipe, reo di aver interrotto arbitrariamente la seduta del consiglio di giovedì 29 dicembre.

 

Le gravi divisioni presenti nella maggioranza – evidenzia il manifesto del gruppo di opposizione – rimarcano che, mentre la città avrebbe bisogno di rapide soluzioni che facciano uscire dalla grave crisi che l’attraversa, la ormai ex maggioranza, divisa in due tronconi, quello del sindaco e quello del PD, non sa fare altro che bloccare importanti decisioni come il riconoscimento dei debiti fuori bilancio e la gestione delle entrate tributarie. La nostra – è scritto nella nota  – è una città completamente abbandonata. Strade rotte e piene di spazzatura; periferie diventate discariche a cielo aperto, manutenzione del verde completamente assente, ma cosa più importante, aumento dell’indebitamnento dell’ente, servizi sempre scarsi o quasi inesistenti, anticipazioni di tesoreria non restituite, fondi vincolati utilizzati come tesoreria e non restituiti con conseguente blocco di avvio di progetti già approvati e finanziati, tantissimi mutui interminabili diluiti nel tempo con aumento dell’aggravio a carico della collettività".

 

 



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