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FOTO RSSA Santa Maria di Pulsano, l'ASL non paga. Dipendenti in stato di agitazione

RSSA Santa Maria di Pulsano, l'ASL non paga. Dipendenti in stato di agitazione

MONTE S.ANGELO,

 

Continua, ormai da luglio, lo stato di agitazione dei dipendenti della R.S.S.A. (Residenza socio sanitaria assistenziale) “Villa Santa Maria di Pulsano” di Monte Sant’Angelo.

 

La struttura conta 30 dipendenti che da tre mesi non ricevono i rispettivi trattamenti stipendiali, pur continuando con professionalità e spirito di abnegazione, ad assistere i 40 anziani pazienti che in questa struttura hanno ormai trovato la loro casa.

 

“È il prezzo più alto quello che noi dipendenti stiamo pagando. Sono ormai tre mesi che non riceviamo lo stipendio e che viviamo in questa situazione precaria” - dichiarano i dipendenti della struttura che, con i sindacati, portano ormai da mesi avanti questa battaglia. “Chiediamo delle spiegazioni. Chiediamo che ci venga restituita la dignità che meritiamo. Lo meritiamo noi, lo meritano i nostri figli e le nostre famiglie che ormai da mesi vivono con noi l’angoscia per la totale incertezza che ci attende. Non vogliamo abbandonare i nostri anziani, non solo per dovere professionale ma per l’affetto che ci lega, per questo abbiamo deciso di continuare a lavorare normalmente per evitare che ci siano gravi conseguenze anche per loro che sono i soggetti più deboli e che di certo meritano di vivere serenamente nella nostra struttura. Ma quanto ancora potremo resistere?” – aggiungono i dipendenti.

 

Quanto ancora dovranno attendere i dipendenti è il nocciolo dell’annosa questione che riguarda il destino della RSSA che vive nella totale incertezza circa il suo futuro.

 

“È tempo di risposte, da parte dell’ASL Foggia con la quale la struttura è convenzionata e che è responsabile della mancata erogazione del quantum dovuto, da parte della Prefettura alla quale abbiamo chiesto un incontro urgente e che siamo certi saprà decidere per il meglio circa il futuro della nostra struttura e dei nostri posti di lavoro. Facciamo inoltre un appello al sindaco, all’Amministrazione e al Consiglio comunale, vi chiediamo di non abbandonarci e di aiutarci, per quanto potete, a tenere alta l’attenzione che riguarda noi dipendenti, le nostre famiglie, gli anziani e i loro famigliari” - proseguono i dipendenti. 

 

”Ringraziamo quanti si stanno prodigando per noi, in primis il direttore sanitario, che con noi sta vivendo e combattendo questa battaglia e con lui i sindacati che da mesi ci seguono per arrivare ad una celere risoluzione di questa grave situazione che si è venuta a creare. Siamo lavoratori. Siamo oss, infermieri, personale di segreteria, molti di noi sono giovani, molte di noi sono madri, molti di noi sono padri. Tutti siamo lavoratori.”



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