CITTÀ

FOTO Monti Dauni, il 4 agosto a Celle si inaugura il museo francoprovenzale

Monti Dauni, il 4 agosto a Celle si inaugura il museo francoprovenzale

CELLE DI SAN VITO,

Celle di San Vito è il più piccolo paesino della Puglia, in provincia di Foogia, situato a circa 700 m.s.l. la sua origine si intreccia alla storia e alle gesta dei soldati francesi in guerra contro i Saraceni.

C’era una volta il Re Carlo I d’Angiò, che sui Monti Dauni, nell’Antica fortezza Crepacordis, situata sull’antica Via Traiana (oggi Via Francigena del Sud), stanziò i suoi soldati francesi per sgominare i soldati saraceni asserragliati a Lucera. Vinta la battaglia, nel 1274, il Re concesse ai suoi soldati di richiamare le proprie famiglie e stanziarsi in loco. A causa della pericolosità del luogo (brigantaggio e condizioni climatiche avverse), le famiglie si trasferirono presso le cellette dei monaci alle pendici di Monte San Vito. Qui dieci famiglie gettarono le radici di Celle di San Vito e della nostra lingua francoprovenzale. Dalle celle monacali e dal piccolo Santuario dedicato a San Vito, posto presso il vicino monte San Vito a 1050 metri d’altezza, il paese prende il nome di Celle di San Vito, con Regio Decreto del 26.10.1862  del Re d'Italia Vittorio Emanuele II.

 

COSA VEDERE A CELLE

L'abitato si presenta a mò di transatlantico, circondato da boschi e i monti San Vito e Monte Cornacchia (il più alto della Puglia). Colpiscono le vastità boschive e le sorgenti. Dai suoi punti panoramici si ammira il Tavoliere, il mare Adriatico e il golfo di Manfredonia.Da vedere nel paese: Museo Etnografico francoprovenzale, con una raccolta di attrezzi della civiltà contadina ed artigianale, la Porta dei Provenzali, la Croce Francoprovenzale e la Chiesa di Santa Caterina.Il territorio è attraversato dal sentiero Frassati e dell’antica via Traiana-Egnathia (oggi Via Francigena del Sud) vicino la Taverna di San Vito, crocevia di pellegrini e luogo di sosta e di ristoro per il cambio dei cavalli, e il Santuario di San Vito, di interesse  storico-artistico.Il territorio di Celle è classificato come zona SIC e IAB. Il comune è stato insignito di numerosi riconoscimenti: “PREMIO LA CITTA’ PER IL VERDE” 2011per la cura del centro urbano; Premio nazionale “Meraviglia Italiana” 2011;PREMIO COMUNI RINNOVABILI 2015 per la “Buona Pratica per l’efficienza energetica”; COMUNI FIORITI 2016.  Celle Di San Vito fa parte dei Borghi Autentici d’Italia, un’associazione che riunisce i borghi che ha l’obiettivo di valorizzare le identità locali, riscoprire i borghi italiani quali luoghi da vivere, sostenere e preservare.

 

 

CELLE… MINORANZA

Celle di San Vito è una minoranza linguistica francoprovenzale alloglotta, unica nel sud Italia, riconosciuta ai sensi della Legge n. 482/99  che in Italia ha pochi uguali, ed i suoi abitanti, si esprimono ancora oggi, a distanza di  sette secoli, nella lingua originale: il francoprovenzale. Inoltre è stata riconosciuta dall’Unesco lingua a rischio di estinzione, e, pertanto inserita nell’Atlante online Atlas dell’UNESCO come patrimonio culturale immateriale da tutelare. La lingua è sempre stata tramandata oralmente. Solo dagli ultimi anni, gli studiosi e l’amministrazione, sensibili al rischio di estinzione, hanno promosso progetti volti alla tutela e promozione della lingua locale. Varie sono le iniziative in corso, la prima è stata l’istituzione dello Sportello Linguistico Comunale, che si è occupato di attività di ricerca, promozione del francoprovenzale e del Borgo, a seguire numerose pubblicazioni, incisione cd in lingua, vocabolario online,  partecipazione a manifestazioni e iniziative (inserimento nell’enciclopedia Treccani, programmi televisivi, press tour, messa in francoprovenzale, inserto sull’enigmistica nazionale, fumetto sulla storia del paese, collaborazione con le attività ricettive presenti sul territorio attraverso la realizzazione di showcooking in lingua con ricette tipiche cellesi; supporto alle associazioni del posto per le feste e le cerimonie tradizionali.

 

 

IL MUSEO

Il museo della Civiltà Contadina Francoprovenzale “Vincenzo Rubino”. Una testimonianza del passato e uno stimolo per le nuove generazioni; un importante tassello per il borgo di Celle di San Vito, per Faeto e per i Monti Dauni. Un nuovo attrattore culturale, con una forte valenza didattica e storica. Un contributo vivo, concreto  per la conoscenza delle nostre origini, uno spaccato dell’economia, delle abitudini e delle difficoltà di vita reale dei nostri avi.

L’idea parte da lontano e ci sono voluti diversi anni prima di concretizzarla: dopo la dipartita improvvisa di Vincenzo Rubino, fondatore del Museo etnografico di Faeto e Celle, situato nella vicina Faeto, e varie vicissitudini familiari, la stessa famiglia ha messo a disposizione del Comune di Celle antichi mezzi rudimentali, antichi attrezzi della vita contadina, oggetti delle abitazioni del passato, collezionati in numerosi anni di passione dal Sig. Vincenzo. Il Sindaco Maria Giannini, con l'amministrazione, ha così deciso di dedicare uno dei luoghi più importanti della Storia di Celle, al Museo della civiltà contadina. Non cellese ma francoprovenzale, in quanto abbiamo una vena comune con la vicina Faeto: sia per la stessa nascita del Museo sia per l’origine dei due borghi: figli entrambi dei soldati di Carlo d’Angiò.

Tanti anche i contributi di abitanti di Celle che si sono subito affascinati all’idea.

Un lavoro importante è stato svolto dallo Sportello Linguistico di Celle di San Vito, un aiuto dal Dott. Pasquale Bloise, che ha consigliato e guidato l’allestimento, una guida dalla Cooperativa comunità di Biccari, soprattutto dall’architetto Ulderica Di Biccari.

L’allestimento del museo è articolato in più sezioni: una parte dedicata alla “Casa contadina com’era”, con la ricostruzione fedele degli ambienti di vita,  un’altra dedicata ai mestieri del passato “ le botteghe e la memoria delle mani”, e un’altra dedicata alla “Vita contadina”. Gli attrezzi più antichi, meno conosciuti e più strani sono presentati da un targhettino bilingue, italiano e francoprovenzale, con una breve spiegazione. Inoltre si è pensato anche di raccontare alcuni momenti di vita, di lavoro, di quotidianità del passato con alcune didascalie e immergere il visitatore nel “C’era un volta” con foto del passato, gentilmente donateci dall’archivio di Ausilia Pirozzoli, di Aldo Genovese e di alcuni cellesi (la ricerca è stata più faticosa del previsto in quanto per avere una buona risoluzione, il grafico ha richiesto le foto originali di vari decenni fa….).

In un prossimo futuro,  L’integrazione tra passato e presente sarà affidata a tecniche di comunicazione multimediale, mediante video, che coinvolgeranno il visitatore alla scoperta del passato.  L'inaugurazione del museo è prevista per sabato 4 agosto alle ore 17,30

 



Commenta l'articolo