CITTÀ

Incendio Peschici, il Tar da ragione al ristorante Chiaro di Luna

PESCHICI,

Il TAR Lazio ha accolto il ricorso dei sigg.ri Rocco Biscotti e Stefano Biscotti, rispettivamente padre e figlio (difesi dall'avvocato Domenico Fasanella), che in occasione del noto e devastante incendio verificatosi nell'estate del 2007 avevano subito la totale distruzione del loro ristorante appena avviato, che venne inesorabilmente travolto dalle fiamme e ridotto in cenere, unitamente ad altre numerose strutture della zona.

In quelle drammatiche ore andarono letteralmente in fumo gli ingenti sacrifici di una famiglia peschiciana che aveva da poco dato vita ad un caratteristico ristorante a conduzione familiare posto lungo la litoranea Peschici - Vieste, in località Madonna di Loreto, poco fuori l'abitato di Peschici.

Il ristorante, denominato "Chiaro di Luna", stava riscuotendo l'apprezzamento dei turisti ma anche dei residenti che numerosi vi si recavano per degustare le pregiate specialità alla brace offerte dalla famiglia Biscotti; improvvisamente, però, quel tragico 24 luglio arrivarono le fiamme che distrussero completamente l'esercizio, da allora mai più ricostruito.

A seguito del rogo i signori Biscotti ebbero a presentare apposita domanda al fine di conseguire il riconoscimento del contributo statale stanziato con apposito Decreto dall'allora Presidente del Consiglio dei Ministri (Romano Prodi) in favore delle attività commerciali rimaste colpite dagli eventi calamitosi dell'estate del 2007.

Il Prefetto di Foggia, tuttavia, espressamente delegato dal Presidente del Consiglio alla valutazione delle domande di accesso al contributo, rigettò la domanda dei signori Biscotti ritenendola non meritevole di accoglimento sul rilievo che i locali aziendali non erano stati ancora accatastati.

Da qui il ricorso presentato al TAR del Lazio dai signori Biscotti avverso il provvedimento prefettizio di diniego, con il patrocinio dell'avvocato amministrativista Domenico Fasanella, peraltro proprio lo stesso legale che lo scorso agosto 2017 aveva conseguito altra analoga pronuncia favorevole sempre da parte del TAR Lazio nell'interesse di un allevatore peschiciano (Antonio De Noia) che nel medesimo incendio aveva subito la distruzione pressoché completa del proprio gregge.

Nel proprio ricorso il legale aveva prontamente evidenziato l'irrilevanza del mancato accatastamento dei locali ai fini del riconoscimento del contributo statale in questione, trattandosi di un adempimento di natura meramente fiscale che come tale non incide sulla regolarità urbanistica ed edilizia dei locali destinati all'esercizio dell'attività, che erano comunque muniti di tutti i permessi e delle autorizzazioni di legge.

Si sono costituiti in giudizio la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Prefetto di Foggia per il tramite dell'Avvocatura dello Stato che hanno contrastato il ricorso dei Biscotti difendendo la legittimità delle posizioni assunte dal Prefetto.

Il TAR Lazio con sentenza n. 5274/2018 del 14.5.2018 ha accolto le ragioni dei due ristoratori peschiciani condividendo le argomentazioni della difesa e condannando le amministrazioni statali a provvedere alla liquidazione del giusto contributo.

Soddisfazione è stata espressa dall'avv. Fasanella che ha tenuto a rimarcare come "questa sentenza sebbene giunga a distanza di quasi 11 anni dai fatti finisce comunque per rendere la meritata soddisfazione ad una onesta famiglia peschiciana che aveva faticosamente dato vita ad una attività di ristorazione ma che aveva visto letteralmente andare in fumo i propri sacrifici senza riuscire mai più a rimetterla in piedi. Sin da subito - continua il legale - avevo individuato svariati profili di illegittimità nei provvedimenti di diniego adottati dalle Autorità statali che ho quindi denunziato dinanzi al TAR Lazio e che oggi sono stati pienamente condivisi dal collegio giudicante nella propria decisione".

Per una singolare coincidenza l’avv. Fasanella è anche il nipote di du­­e delle tre vittime di quel tragico incendio dell’estate 2007, e in particolare dei fratelli Carmelina e Romano Fasanella, rimasti intrappolati dalle fiamme in quella drammatica giornata del 24 luglio in località Calalunga mentre con la loro auto tentavano di allontanarsi dalla zona di pericolo e mettersi al sicuro. Nell’occasione perse la vita anche il sig. Domenico De Nittis a causa delle gravi ustioni riportate, malgrado il suo trasporto in elicottero presso il Centro grandi ustionati di Genova ed il tentativo dei sanitari di salvarlo. I responsabili del rogo non sono mai stati individuati.

Episodi del genere non dovranno mai più ripetersi – tiene a precisare l’avv. Fasanella, il cui dolore per quella tragica giornata è rimasto ancora vivo – ed auspico che le Autorità preposte alla tutela del nostro patrimonio boschivosi preoccupino sempre di attuare una mirata attività di prevenzione: penso in particolare alla pulizia del sottobosco che ritengo sia fondamentale. La costante presenza nella zona di mezzi di primo intervento per lo spegnimento certamente rassicura la popolazione ma ritengo sia sempre preferibile lavorare nella direzione di prevenire e quindi scongiurare a monte il ripetersi di simili fenomeni, dolosi o colposi che siano”.



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